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Le api in dodici scatti



api sul favo di miele

Dodici fotografie per cercare di rappresentare il mondo delle api, certamente non è possibile. In questa mostra ho scelto dodici immagini, per me tra le più significative, sperando di riuscire a trasmettere il fascino e soprattutto l'interesse per la società delle api.

La mostra è stata allestita a contorno della manifestazione "CiternaFotografia", che si è svolta a Citerna (PG) in aprile/maggio 2010.

Gli eventi dove è stata esposta la mostra "Le api in dodici scatti"

Le foto della mostra

Sui fiori dei nostri giardini

Sui fiori dei nostri giardini

Osserviamo senza timore le bottinatrici al lavoro sui fiori dei nostri giardini. Le api, lontane dall’alveare, pungono solo se molestate. Per non farle scappare basta avvicinarsi muovendosi lentamente senza far loro ombra con il nostro corpo.

La futura ape operaia

La futura ape operaia

All’interno della celletta lo sviluppo dell’ape operaia avviene in 21 giorni. Nella foto scattata al 14° giorno è rappresentata la pupa, una delle fasi della metamorfosi da larva ad insetto adulto. Per non disturbare la futura operaia la foto è stata scattata attraverso una parete di vetro.

Alla ricerca di una nuova casa

Alla ricerca di una nuova casa

Decine di migliaia di api in volo seguono la regina per cercare una nuova casa: è il momento della sciamatura. Nell’arnia da cui sono partite tra pochi giorni sfarfallerà una nuova regina ed è in questo modo che il "superorganismo" alveare si moltiplica.

Come l’anello di una catena

Come l’anello di una catena

Le api "architetto" durante la costruzione dei favi si aggrappano l’una all’altra formando con i loro corpi una catena che diventa un’impalcatura vivente sulla quale impostano il favo. La cera viene prodotta in piccole scaglie dalle ghiandole poste sotto l’addome.

Operaie al lavoro

Operaie al lavoro

Due operaie lavorano la propoli con le mandibole. Esse sono usate dall’operaia come pinze per afferrare i materiali. La propoli è una sostanza resinosa raccolta all’esterno dell’alveare: ha una funzione antisettica e viene utilizzato per rivestire l’interno dell’arnia e sigillarne le fessure.

Banchetto

Banchetto

Le operaie raccolgono il miele da un pezzo di favo rotto dall’apicoltore durante il suo lavoro. L’ape aspira e deposita i liquidi tramite la ligula, la parte lambente e succhiante dell’apparato boccale. A riposo questa "proboscide" viene ripiegata sotto il capo.

La bottinatrice

La bottinatrice

L’ape bottinatrice raccoglie sui fiori il polline e il nettare. Il primo sarà trasportato appallottolato sulle “cestelle” delle zampe posteriori, il secondo, dopo essere stato aspirato con la proboscide, nella "borsa melaria".

Rientro all’alveare

Rientro all’alveare

Con il suo prezioso carico l’ape bottinatrice rientra all’alveare. Questa foto è stata scattata con l’ausilio di un raggio infrarosso che, interrotto dall’ape in volo, ha comandato lo scatto della fotocamera.

Trofallassi

Trofallassi

L’ape magazziniera riceve il nettare dalla bottinatrice, è l’atto della "trofallassi". Ad ogni passaggio da ape ad ape il nettare viene arricchito di enzimi che trasformano gli zuccheri complessi in zuccheri semplici permettendone la sua trasformazione in miele.

La magazziniera

La magazziniera

Una sottile parete di vetro permette di scorgere l’interno della celletta da dove l’ape sugge il miele. Per l’operaia il miele non è solo cibo ma il carburante che le permette di volare fino a tre km da casa, di ventilare per tenere fresca l’arnia e l’energia per tenerla calda d’inverno.

Il nettare degli dei

Il nettare degli dei

Le cellette sono colme di miele nel favo. Quando il miele avrà raggiunto il giusto grado di maturazione le api sigilleranno le cellette ad una ad una con un tappo di cera per conservare la loro preziosa scorta di cibo.

Decollo dal fiore di tarassaco

Decollo dal fiore di tarassaco

I potenti muscoli del torace fanno muovere le ali a 300 battiti al secondo sollevando in volo la bottinatrice con il suo carico. Così sporca di polline l’ape si poserà su un altro fiore permettendone la fecondazione incrociata.

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